
Il libro “Cinquantadue finestre per una Pulce” è contemporaneamente racconto e cronaca. È una passeggiata nel tempo e quindi un itinerario del cuore. Le pagine portano sotto il cielo azzurro delle calde estati del paese di Loiano, dove per tanti anni si sono radunati i ragazzi della diocesi di Ferrara-Comacchio. Il libro ricostruisce la storia di una casa soprannominata “Pulce” e racconta avvenimenti nei quali molte persone, ormai adulte, si riconoscono ancora.
Diverse pagine descrivono il calvario di questa struttura dai diversi nomi e ribattezzata definitivamente come “Villa Maria Regia”. È questo un edificio dalle cinquantadue finestre e dalle sette vite perché vivacizzata nella sua storia da sette categorie di persone diverse: seminaristi, ragazzi di un collegio, gruppi A.C.R., scout, giovanissimi, famiglie, gruppi senza etichetta.
Le pagine, impregnate di dolce nostalgia, sul filo della memoria, raccontano la trasformazione della casa da abitazione di contadini e da stalla per le mucche in struttura capace di accogliere, divertire e sorreggere nel cammino della vita. Il libro “Cinquantadue finestre per una Pulce” è pervaso da sottile umorismo e da una spensierata leggerezza narrativa, cercando sempre di non cadere nella superficialità.



